Oggi è l’ultimo giorno di scuola.
Strano a dirsi, dopo così tanto tempo in cui abbiamo ricordato che l’ultimo giorno della “vera” scuola è stato quell’oramai lontano inizio di marzo. Mesi trascorsi a guardarci attraverso gli occhi opachi di uno schermo inanimato, che ci ha protetto dal contatto fisico, ma non dalle emozioni. Emozioni che ho cercato di gestire, ma che oggi, in maniera preponderante, hanno impattato sulla mia granitica sicurezza e forza, sciolta da lacrime umane che, grazie a Dio, mi hanno ricordato il motivo per cui ogni giorno mi siedo alla mia scrivania e inizio, con grande lena, a fare il mio lavoro: i bambini e i ragazzi della mia scuola.
Ringrazio tutti i docenti, il mio staff, il DSGA e la segreteria, i collaboratori scolastici e le famiglie che hanno contribuito alla riuscita di questo anno così inaspettato e difficile. Ringrazio le associazioni e tutti gli esperti con cui abbiamo collaborato.
Ringrazio tutte le istituzioni con cui mi sono rapportata. Ma soprattutto ringrazio tutti i bambini e i ragazzi dell’istituto Fantappiè che mi hanno regalato e donato un anno stupendo, sopra alle aspettative, in ogni senso.
Un pensiero particolare va ai ragazzi delle classi terze: avete terminato il vostro percorso in maniera responsabile e partecipata, ci avete sorpresi, ci avete stupiti, ci avete commossi, ci avete divertiti. Ma soprattutto ci avete dimostrato, con la vostra resilienza, le vostre fragilità, la vostra volontà, che il coraggio non si può insegnare. Si può solo vivere! E voi siete stati coraggiosi, e forse è proprio questo insegnamento che porterete con voi nel percorso scolastico successivo.
Dedico a tutti una delle attività finali che hanno accompagnato gli alunni delle classi terminali, motivo di orgoglio del nostro istituto, ringraziando per la professionalità e la competenza l’associazione Associazione Juppiter Salvatore Regoli e tutto il suo “covo” per aver intrapreso insieme a noi un sentiero celato e nascosto, che pensavamo ci avrebbe condotto ad ammirare un bello scorcio, ma non potevamo immaginare ci avrebbe mostrato il panorama mozzafiato che, invece, ci siamo trovati a contemplare. Con commozione.
Care ragazze e cari ragazzi, io che amo così tanto le citazioni, mi congedo con le parole di un vostro compagno: “grazie di tutto e più di tutto, grazie di esserci!”